|
Per migliorare la Proposta di
Legge sarebbero
necessari dei sostanziali cambiamenti.
Proponiamo alcune modifiche
migliorative analizzandola articolo per articolo.
ARTICOLO 1
Introduzione dei punti :
d) Nell’ambito di corsi biennali promossi da enti
associativi di rilevanza nazionale ai quali siano iscritti
almeno cento giornalisti;
e) Presso redazioni di giornali con le
quali collaborino almeno cinque giornalisti.
In questo modo si lascia libertà di scelta all’aspirante
giornalista. Egli potrà seguire il percorso di pratica
giornalistica più consono alle sue personali esigenze
professionali. Sarà il mercato a premiare le esperienze più
qualificanti.
ARTICOLO 2
Da Eliminare
Limitare l’accesso alla pratica giornalistica introducendo
un "Esame d’Idoneità" per potersi
iscrivere nell'Elenco dei Pubblicisti costituisce un fortissimo limite alle libertà
d’espressione e d’informazione. Questi sono diritti
chiaramente tutelati dalla Costituzione Italiana.
Non siamo neanche d'accordo sull'introduzione d'un corso
formativo che sostituisca l'esame d'idoneità. Se il problema
è la formazione o l'aggiornamento professionale dei
pubblicisti, sarebbe più utile introdurre una Formazione
Continua Gratuita finanziata con fondi pubblici ed erogata
liberamente attraverso il circuito delle agenzie di
formazione professionale accreditate nelle diverse Regioni
italiane.
ARTICOLO 3
Introduzione al comma 1 dei punti :
c) Coloro che alla data dell’entrata in vigore del presente
articolo sono iscritti nell'Elenco dei
Pubblicisti ed hanno
versato contributi previdenziali esclusivamente all’INPGI
per almeno cinque anni;
d) Coloro che sono in possesso di laurea in qualsiasi
disciplina con iscrizione nell'Elenco dei
Pubblicisti ed
hanno versato contributi previdenziali esclusivamente
all’INPGI per almeno cinque anni.
Un "Giornalista Pubblicista" che svolge professionalmente per diversi anni
esclusivamente l’attività giornalistica deve
avere la possibilità di diventare
"Giornalista Professionista" perché lo è già. Non deve
diventare un
lavoratore destinato ad essere sfruttato per tutta la vita.
ARTICOLO 4
Sostituire il comma 1 con il seguente testo :
1. La composizione del consiglio nazionale dell’ordine dei
giornalisti e le modalità per la sua elezione sono stabilite
con delibera dello stesso consiglio nazionale. Ogni iscritto
dovrà avere lo stesso peso elettorale e potrà essere eletto
a qualsiasi carica all’interno degli organismi nazionali e
regionali dell’ordine dei giornalisti.
Se si vuole
tutelare la libertà d’informazione in Italia, questo
articolo deve essere assolutamente cambiato. Non può essere
un regolamento emanato da un Ministro a regolare le modalità
d’elezione degli organi direttivi dell’Ordine dei
Giornalisti. Ogni nuovo governo potrebbe avere la tentazione
di creare modalità elettive più convenienti per la sua parte
politica. L’informazione è un bene comune che deve essere il
più possibile svincolato dai pur legittimi interessi di
parte.
ARTICOLO 5
Da Eliminare
Non
serve creare una “Commissione Deontologica Nazionale”. La
legge vigente dispone già di tutti gli strumenti per
sanzionare comportamenti scorretti da parte dei giornalisti.
Attualmente, moltissimi giornalisti non osano neppure più
fare una
sana informazione d'inchiesta perché hanno paura
d'essere denunciati dal potente di turno (Politico,
imprenditore o altro). Le denunce ricevute fanno perdere tempo lavorativo e danaro in
spese legali anche se nella maggior parte dei casi risultano
del tutto pretestuose ed infondate.
ARTICOLO 6
Da Eliminare
L’istituzione
d'un “Giurì per la Correttezza dell'Informazione” come
strumento di conciliazione potrebbe sembrare un’ottima idea
per risolvere più velocemente eventuali conflitti tra due
parti in causa. Però, è molto pericoloso demandare ad un
semplice regolamento ministeriale “L’organizzazione e il
funzionamento del giurì nonché le procedure e i termini per
l’espletamento del tentativo di conciliazione”.
Inoltre, il Giurì è composto per i quattro quinti da membri
che, in un modo o nell'altro, sono di nomina governativa.
Chi
garantisce che non possa diventare un organo di lotta
politica utilizzato per cercare di punire giornalisti o
editori che la pensino diversamente dal governo in quel
momento in carica. Per queste motivazioni è preferibile che
sia la magistratura a sanzionare, applicando le leggi
vigenti, coloro che utilizzano l'informazione in maniera
non corretta arrecando danni a terzi.
ARTICOLI
7-8-9
OK
|